VIETATO “AUTORIDURSI” IL CANONE!!

 

Anche se l’immobile ha difetti che ne limitano l’uso, il conduttore non può autoridursi il canone nel corso della locazione. Infatti il versamento di un corrispettivo diverso da quello pattuito costituisce un fatto arbitrario e illegittimo che può portare alla risoluzione del contratto per inadempimento.

In base all’articolo 1578 del Codice Civile, in presenza di vizi che “diminuiscono in modo apprezzabile l’idoneità del bene locato a servire all’uso pattuito”, il conduttore ha il diritto di chiedere, in alternativa alla risoluzione del contratto, la riduzione del corrispettivo.

Bisogna però presentare domanda al giudice, anziché pretendere di farsi giustizia da sé!

Sentenza 12427 del 09/11/2016 Tribunale di Milano, il giudice ha riconosciuto l’inadempimento del conduttore che aveva deciso di sospendere integralmente il pagamento dei canoni mensili di locazione.

La società locatrice dopo un’opposizione a decreto ingiuntivo, si è rivolta al tribunale di Milano per recuperare i canoni non pagati dalla società conduttrice che aveva continuato ad occupare gli immobili pur lamentando infiltrazioni e allagamenti che rendevano inutilizzabile gran parte della struttura.

Di fatto il conduttore si era autoridotto il canone e, solo dopo aver ricevuto l’ingiunzione di pagamento, si è rivolto al giudice per far accertare il proprio diritto a sospendere ogni pagamento.

Il Tribunale di Milano ha precisato, applicando i principi già affermati dalla Cassazione, che la sospensione totale o parziale del versamento del corrispettivo della locazione si deve considerare legittimo solo se i vizi del bene locato comportano per il conduttore un impedimento totale al godimento del bene stesso.

Il giudice ha poi rilevato che l’autoriduzione del canone costituisce un inadempimento contrattuale anche se vuole “sopperire alla presenza di vizi dell’immobile locato.”

Solo il giudice ha quindi il potere di valutare l’importanza dello squilibrio tra le prestazioni dei contraenti e quindi di disporre la riduzione del canone.

Il Tribunale ha rilevato la presenza nell’immobile di vizi tali da legittimare la sospensione del versamento dei canoni, ma ha riconosciuto il diritto del conduttore a non pagare solo per il periodo successivo alla presentazione della domanda di riduzione; il giudice ha invece ritenuto illegittima l’autoriduzione nel periodo precedente.

L’autotutela è quindi messa al bando in qanto pregiudizievole per il conduttore, anche quando è posta in essere come reazione a un ridotto godimento dell’immobile causato dalla presenza di gravi rischi strutturali.

Da Il sole 24ore – 12-12-2016

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