STORIA DI MOROSITà… COME PROTEGGERSI?

L’aumento dei provvedimenti di sfratto per morosità emessi ogni anno pare finalmente aver trovato il suo culmine.
Con l’arrivo della crisi economica nel nostro paese, l’ondata di sfratti che hanno coinvolto decine di migliaia di inquilini che non riescono a pagare il canone di affitto sembra finalmente in ritirata.

Si passa da 1 sfratto ogni 334 famiglie nel 2014, a 1 ogni 419 nel 2016.


La diminuzione degli sfratti emessi nel 2016, trend registrato anche l’anno precedente, è un ottimo segnale per un mercato, quello dell’affitto, che gode di ottima salute negli ultimi anni, eccezion fatta proprio per il dilagante fenomeno degli sfratti per morosità.

Un calo di oltre 15 mila sfratti emessi nel giro di due anni: crisi alle spalle?

 


I provvedimenti di rilascio che ogni anno i tribunali hanno emesso a carico degli inquilini sono passati dai 77.526 del 2014, anno di picco massimo per gli sfratti nel nostro paese, ai “soli” 61.718 dello scorso anno. Un calo consistente, di oltre 15.000 unità in due anni, nell’ordine del -20% rispetto al 2014.
Calo che, possiamo ricondurre al miglioramento della situazione economica del nostro paese, dove sempre meno inquilini non riescono a pagare il proprio affitto di casa.

Meno sfratti emessi, ma più richieste di esecuzione. E la quota di sfratti emessi a causa di morosità rimane elevata.

Il calo, appare un primo significativo passo nella direzione di un miglioramento sul fronte del disagio abitativo che ha colpito il nostro paese.


Rimane comunque notevole l’entità del fenomeno sfratti, se si pensa che i provvedimenti emessi lo scorso anno rimangono comunque oltre il 40% in più rispetto a quelli pre-crisi: se si considera il 2007 i provvedimenti al tempo emessi erano meno di 44.000.

E, non da meno, tra i provvedimenti di sfratto emessi resta elevatissima la quota di quelli riferibili a morosità dell’inquilino: l’89% dei provvedimenti di sfratto complessivamente emessi, rispetto al 77% dei livelli pre-crisi. Segno che è proprio la difficoltà di molti inquilini a pagare il canone d’affitto che spinge i proprietari a ricorrere ad un giudice per rientrare in possesso della propria abitazione.

Sebbene gli sfratti emessi lo scorso anno sono calati, le richieste di esecuzione di sgombro dell’immobile dall’inquilino moroso sono invece cresciute.

Nel 2016 si sono attestate, nello specifico, a quota 158.720.

Questo proseguimento della crescita dei provvedimenti esecutivi indica quanto sia grave la situazione per coloro che sono incorsi o stanno incorrendo in uno sfratto.

Solo Affitti ha fatto un’analisi su 88 province, ovvero tutte quelle con dati completi sia nel 2014 che nel 2016 nei report diffusi dal Ministero degli Interni.


Solo una ventina le province mancanti nella statistica, pur essendo piuttosto “pesanti” le assenze: Roma, Napoli, Bari, Bologna, Catania, Padova, Trieste e Venezia, solo per menzionare le province più popolose in cui il Ministero non è in grado di fornire dati completi.


Ad ogni modo, delle 88 province prese in considerazione, solamente in 14 il rapporto tra nuovi sfratti emessi e numero di famiglie residenti risulta peggiorato dal 2014 al 2016. Segnale di un diffuso ridimensionamento della gravità del fenomeno sfratti.


Interessante il confronto fra la graduatoria dell’incidenza degli sfratti emessi lo scorso anno rispetto all’analoga classifica dell’anno di boom degli sfratti. Vediamo chi ha guadagnato più posizioni e chi ne ha perse di più rispetto alle altre province.

Chi migliora di più: Brindisi, Terni, Pisa, Vercelli e Trapani:

Scala più posizioni in questa particolare “classifica dell’incidenza degli sfratti” le province di Brindisi (che scavalca 32 province, giungendo al 64° posto su 88 tra le province con la maggiore incidenza sfratti).


Notevole miglioramento anche a Terni (+27 posizioni, si attesta al 53° posto in classifica) e a Pisa (+16 posizioni, 35° posto).


Importante il salto in avanti fatto anche a Vercelli (+14 posizioni, 32° posto in classifica) e Trapani (stesso balzo in avanti, ma in una posizione nella classifica di incidenza sfratti più tranquilla: 71° posto).

Chi peggiora di più: Oristano, Massa Carrara, Viterbo, Ancona e La Spezia


Sono poche le province in cui si registra un peggioramento rispetto al 2014: una stretta minoranza, fortunatamente. Tuttavia, a macchia di leopardo, si registrano situazioni di aggravamento del fenomeno sfratti.
È a Oristano che la situazione risulta essere diventata decisamente più critica: pur partendo da una situazione tra le più tranquille del nostro paese, le ben -28 posizioni perse dalla provincia sarda la fanno ora attestare al 55° posto nella classifica dell’incidenza sfratti. Un livello di criticità inferiore rispetto alla media nazionale, ma i locatori della zona non possono più stare tranquilli quanto prima.


Passo indietro di -24 posizioni sia per Viterbo (ora al 39° posto, allineata alla media nazionale) e Massa Carrara (che parte però da un livello di criticità più intenso e si assesta ora al 25° posto in questa classifica).
Sono -22 i posti persi da Ancona, che si va a collocare al 18° posto in classifica, e -19 le posizioni perse da La Spezia, ora al 22° posto.

Come evidenzia la mappa, è Modena ad aggiudicarsi il triste primato della più elevata incidenza degli sfratti rispetto alle famiglie residenti: 1 provvedimento emesso dal giudice lo scorso anno per ogni 172 famiglie.
Una situazione di elevatissima criticità, peggiorata rispetto a due anni fa e che le fa raggiungere il primo posto in classifica, scavalcando la provincia di Barletta Andria-Trani, che ora si assesta al secondo posto grazie al leggero miglioramento sopraggiunto (da 1 sfratto ogni 133 famiglie del 2014 a 1 ogni 181 dello scorso anno).


Nella “top ten” delle province con una situazione più diffusa di provvedimenti di sfratto emessi troviamo al 3° posto Pescara (1/219), tra le poche province ad aver subito un (pur ridotto) peggioramento negli ultimi due anni.
Al 4° posto Imperia (1/234), a seguire Prato (1/237), Torino (1/241), Cosenza (1/251), Rimini (1/276), Monza e Brianza (1/286) e Avellino (1/291). Questo, ovviamente, solo per enunciare le 10 province con l’incidenza di sfratti emessi rispetto alle famiglie residenti lo scorso anno.

Come poter quindi affittare in sicurezza la propria casa?


Certo, le statistiche ci possono dire dove è più probabile per un proprietario trovarsi di fronte ad un inquilino che non paga l’affitto.
Ma mai nessuna statistica potrà dirci chi sarà, tra gli inquilini interessati al nostro appartamento, quello che ad un certo punto smetterà di pagare il canone e ci renderà necessario procedere nei suoi confronti, tramite avvocato, perché venga sfrattato.

Vediamo alcuni falsi miti a cui si appellano i padroni di casa quando stipulano un contratto di affitto e sfatiamoli:


• “l’importante è che abbia una buona busta paga e un lavoro fisso”.

il tipo di lavoro che fa l’inquilino, per quanto sicuro e remunerativo possa sembrarti, non per forza ti garantisce che duri per sempre. Quante aziende, all’apparenza solidissime, hanno negli ultimi anni tagliato posti di lavoro, o sono chiuse in maniera del tutto inattesa?


• “l’importante è che mi sembri una persona onesta”.

E anche stavolta devo dire che no, l’immagine di affidabilità non è sinonimo di reale onestà della persona che si ha di fronte.

Potrai fare (o farti fare dall’agente immobiliare, per essere più tranquillo) tutte le ricerche sulle referenze dell’inquilino che desideri, ma il futuro nessuno è in grado di prevederlo.


L’unica sicurezza che hai, al momento della firma del contratto di locazione, è che non hai altra sicurezza se non quella di poter ricorrere ad un giudice se l’inquilino ad un certo punto – volente o nolente – smetterà di pagare il canone. E, certo, quella di poterti rifare sul deposito cauzionale per le eventuali mensilità non pagate (certo, sperando che siano solo due o tre al massimo e che, nel frattempo, il deposito cauzionale non ti serva a coprire le spese per riparare gli eventuali danni lasciati dal conduttore).

Esiste un solo modo per garantirti contro la morosità: abbinare al tuo contratto di locazione una polizza assicurativa. Solo Affitti propone un pacchetto completo di garanzie assicurative per l’affitto; AFFITTOSICURO che ti permettano di fronteggiare qualsiasi situazione di morosità che dovesse mai verificarsi.


Non per mancanza di fiducia nell’inquilino, ma per la consapevolezza che oggi proteggersi è necessario per poter affittare la tua casa in tutta sicurezza.

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