PREVISIONI 2017 PER GLI AFFITTI IN ITALIA:

Nonostante la discreta ripresa delle compravendite (+23% negli ultimi tre anni), gli operatori ritengono ancora possibile un moderato aumento del ricorso all’affitto nelle grandi città.

Anche se il mercato sembra destinato a proseguire la propria espansione, non si prevedono particolari rincari per i canoni di affitto: solo a Milano le previsioni evidenziano una prosecuzione della crescita già riscontrata nell’ultimo biennio.

Il mercato delle locazioni non sembra risentire particolarmente della piccola ripresa delle compravendite, previsti in molte grandi città più contratti di affitto.

Le agenzie Solo Affitti delle principali città prevedono un moderato ma diffuso sviluppo del numero di contratti di locazione durante il 2017.

Crescita più o meno accelerata, ma che si ritiene dovrebbe coinvolgere tutti i principali mercati del Nord del paese, così come Roma e diversi grandi centro del Mezzogiorno.

Il mercato dell’affitto dovrebbe quindi proseguire quel trend di progressiva espansione che lo ha portato a oltre 1,6 milioni di contratti di locazione registrati nel 2015, in aumento di circa 250.000 unità nel giro di soli quattro anni.

Mercato dell’affitto che sicuramente non ha raggiunto il suo valore-limite.

La famiglia italiana, per ragioni storiche e culturali, ha sempre puntato all’acquisto della casa di proprietà; la tendenza è tuttavia sempre più quella ad un minore sbilanciamento tra proprietà e locazione, come avviene nel mondo anglosassone e nel resto d’Europa.

Basti ricordare che ad oggi solo il 19% della popolazione italiana è in affitto e che questo rappresenta un valore ben al di sotto della media europea di popolazione in affitto (29,9%).

Lo spazio per aumentare ancora le dimensioni del mercato della locazione ci sono tutti, quindi, e ampi.

Dopo la stabilità delle quotazioni sul mercato dell’affitto nel 2016 (-0,2% la variazione rispetto ai canoni di locazione abitativi del 2015) il 2017 pare destinato a dare continuità a questa tendenza.

 

Tra gli agenti immobiliari del network Solo Affitti solamente a Milano prevalgono, pur moderatamente, le previsioni di aumento delle quotazioni.

Aspettative di contrazione dei canoni si registrano a Bologna, Bari e Cagliari, mentre nelle restanti piazze è il perdurare della stabilità dei canoni di affitto il sentimento più diffuso tra gli operatori di settore.

Eppure, se il mercato ancora “tira” e la domanda non manca, le quotazioni dovrebbero salire. Perché questo non avviene?

Tre sono le concause che caratterizzano questo trend di mercato:

1) Offerta di immobili in locazione

Nonostante la domanda di immobili in affitto sia elevata, anche l’offerta di immobili in locazione è abbondante.

L’invenduto, nel settore delle compravendite, è ancora abbondante e molti proprietari di casa, visto che vendere l’immobile si è rivelato in questi anni cosa non facile (e talvolta antieconomica), preferiscono mettere a reddito il proprio patrimonio immobiliare rivolgendosi all’affitto.

2) Redditi delle famiglie

La dinamica reddituale delle famiglie è ancora troppo ridotta per poter sostenere canoni di affitto sensibilmente più elevati di quelli attuali.

Le quotazioni di affitto nelle grandi città erano sicuramente troppo elevate fino a 7-8 anni fa, il periodo di massimo di mercato. La discesa ha reso più accessibile e adatto all’attuale situazione economica delle famiglie italiane il ricorso all’affitto.

Finché i redditi delle famiglie non cresceranno, un aumento dei canoni generalizzato difficilmente potrà verificarsi.

3) Fiscalità agevolata per il canone concordato

È al terzo posto, ma è sicuramente il fattore chiave che sta trattenendo la crescita dei canoni di locazione: la fiscalità.

Da quando è stata introdotta la cedolare secca, e ancor più da quando è stata fissata l’aliquota al 10% per i redditi da locazione a canone concordato assoggettati alla cedolare secca, pochi sono rimasti i proprietari che preferiscono un canone al libero mercato, più alto, perdendo la possibilità di approfittare di questa occasione.

Va detto: il governo ha vinto la scommessa. L’effetto di calmierazione dei prezzi degli affitti ci si aspettava grazie alla cedolare secca al 10% concessa al locatore disponibile ad affittare a canone concordato si sta effettivamente verificando.

Sfruttando uno strumento che già c’era (il contratto di locazione a canone concordato, di durata 3+2 anni), ma potenziandolo con una tassazione super agevolata, si sta riuscendo a portare avanti con efficacia una importante politica sociale di sostegno alle famiglie in affitto.

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *