Novità in arrivo! Proroga o risoluzione tardiva in cedolare?

Dalla conversione in legge del Decreto Fiscale una gradita sorpresa per i locatori distratti. Fino ad oggi dimenticare o ritardare la proroga di un contratto in cedolare secca poteva rappresentare un grave problema per il locatore , d’ora in avanti lo scenario si “ammorbidirà” molto. Per contro, aumenteranno le sanzioni in caso di tardiva risoluzione di un contratto in cedolare secca.

In sede di conversione in legge sono state apportate alcune modifiche al Decreto, una delle quali molto importante per il nostro settore (contenuta nell’articolo 7-quater, comma 24, del nuovo testo del Decreto).

A partire dal 3 dicembre 2016 (giorno di entrata in vigore della legge di conversione), infatti, cambia il testo dell’articolo 3 comma 3 del D. Lgs. 23/2011 (la norma che ha introdotto nel nostro ordinamento il regime della cedolare secca), con due conseguenze interessanti:

INTRODUZIONE SANZIONE PER TARDIVA PROROGA IN CEDOLARE

Sarà possibile effettuare la proroga tardiva di un contratto in cedolare secca senza che ciò determini la fuoriuscita dal regime di vantaggio o, in alternativa, il ricorso all’istituto della remissione in bonis (che comporta il pagamento di 258 euro) per mantenerlo.

D’ora in avanti sarà dunque possibile effettuare una tardiva proroga di un contratto in cedolare secca semplicemente pagando una sanzione in ragione del ritardo:
50 euro in caso di ritardo non superiore a 30 giorni

100 euro in caso di ritardo superiore a 30 giorni.

Non saranno dovuti interessi.

Ciò a condizione che il locatore abbia mantenuto un comportamento coerente con la volontà di optare per il regime della cedolare secca anche per il periodo di proroga del contratto, effettuando i relativi versamenti e dichiarando i redditi da cedolare secca nel relativo quadro della dichiarazione dei redditi.

Sappiamo bene quanto la tardiva proroga di un contratto in cedolare secca abbia comportato criticità in passato, dunque la novità è da accogliere con grande favore.
Si potrà procedere alla tardiva proroga telematicamente (anche tramite un intermediario abilitato), come se si trattasse di una proroga nei tempi. In questa fase sarà necessario confermare l’opzione cedolare. Nel riepilogo basterà indicare, alla voce “sanzioni” l’importo della sanzione prevista per il ritardo (100 o 50 euro, come sopra indicato). Non andrà indicato nulla né alla voce “imposta” (essendo in cedolare) né alla voce “interessi”.

AUMENTO SANZIONI PER TARDIVA RISOLUZIONE IN CEDOLARE

In caso di risoluzione anticipata di un contratto in cedolare secca effettuata tardivamente saranno dovute le medesime sanzioni sopra indicate per la tardiva proroga:
50 euro in caso di ritardo non superiore a 30 giorni

100 euro in caso di ritardo superiore a 30 giorni

Non saranno dovuti interessi.
Finora, come sappiamo, la sanzione prevista (introdotta dalla Legge di Stabilità 2016) ammontava a 35 o 67 euro, a seconda del ritardo.
Si potrà procedere alla tardiva risoluzione telematicamente (anche tramite un intermediario abilitato), come se si trattasse di una risoluzione nei tempi. Nel riepilogo basterà indicare, alla voce “sanzioni” l’importo della sanzione prevista per il ritardo (100 o 50 euro, come sopra indicato). Non andrà indicato nulla né alla voce “imposta” (essendo in cedolare) né alla voce “interessi”.

Di seguito pubblichiamo il testo della norma per gli amanti della precisione…!!

Articolo 3 comma 3 del D. Lgs 23/2016, come modificato dalla legge di conversione sopra citata:
Nei casi di omessa richiesta di registrazione del contratto di locazione si applica l’articolo 69 del testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131. La mancata presentazione della comunicazione relativa alla proroga del contratto non comporta la revoca dell’opzione esercitata in sede di registrazione del contratto di locazione qualora il contribuente abbia mantenuto un comportamento coerente con la volontà di optare per il regime della cedolare secca, effettuando i relativi versamenti e dichiarando i redditi da cedolare secca nel relativo quadro della dichiarazione dei redditi. In caso di mancata presentazione della comunicazione relativa alla proroga, anche tacita, o alla risoluzione del contratto di locazione per il quale è stata esercitata l’opzione per l’applicazione della cedolare secca, entro trenta giorni dal verificarsi dell’evento, si applica la sanzione nella misura fissa pari a euro 100, ridotta a euro 50 se la comunicazione è presentata con ritardo non superiore a trenta giorni.

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