Bonus casa e sismabonus: ecco cosa ci aspetta nel 2017:

Prorogate le agevolazioni fiscali per la casa con la Legge di Stabilità 2017.

L’agevolazione Irpef al 50% per chi ristruttura una casa è stata prorogata di un anno, fino al 31 dicembre 2017, mentre la detrazione del 65% per il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici è stata estesa fino al 2021.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo scorso 15 ottobre lo schema della Legge di Stabilità per il 2017 estendendo i bonus casa anche a condomini e alberghi. La novità principale riguarda il sismabonus, ovvero gli incentivi per la ricostruzione post-sisma per i quali sono stati stanziati 4,5miliardi di euro.

L’intera manovra avrà una copertura economica di 26,5 miliardi di euro. Se per la manutenzione degli appartamenti la detrazione del 65% prevede un tetto massimo di 40 mila euro di spesa, per i condomini la percentuale di credito Irpef sale al 70% per gli interventi di isolamento a cappotto e al 75% per lavori di miglioramento della prestazione energetica invernale ed estiva certificati. La detrazione verrà rimborsata, come sempre, in dieci anni tramite dichiarazione dei redditi. Prorogato di un anno anche il bonus per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+ (A per i forni).

Per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto il 24 agosto scorso è stato stanziato un super-incentivo che può arrivare all’85% della spesa per i condomini a seconda dell’entità di miglioramento della classe di rischio ottenuta con i lavori incentivati, e all’80% per le abitazioni singole.

Anche in questo caso l’agevolazione è prevista fino al 2021, per un tetto di spesa di 96 mila euro all’anno. Il sismabonus, è esteso anche alle seconde case e alle attività produttive che si trovano nelle zone a più alto rischio sismico, classificate come 1 e 2, ma anche nella zona 3.

Tra le spese detraibili rientreranno anche quelle per la classificazione e verifica sismica.

Tutti d’accordo con il capitolo bonus inserito nella Legge di Stabilità 2017, ma nel ddl mancano alcune misure a favore degli affitti fortemente attese, in particolare la stabilizzazione della cedolare secca al 10% per le locazioni a canone concordato. La riduzione della cedolare, con il passaggio da un’aliquota del 15% a quella del 10%, era stata introdotta nel 2014 con il Piano Casa e prevista fino al 31 dicembre 2016. La misura ha contribuito in larga parte alla preferenza del regime alternativo rispetto al tradizionale Irpef, facendo registrare nel 2015 il 17,9% in più di utilizzo della cedolare secca, incrementando inoltre l’aumento della frequenza dei contributi versati.

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