AFFITTO: fenomeno immobilare del momento!

 

Un mercato in crescita da 9 anni consecutivi, una fiscalità particolarmente vantaggiosa per il proprietario e canoni di affitto accessibili per gli inquilini grazie ai contratti concordati: ecco le ragioni del successo crescente dell’affitto.

Naturalmente la crisi delle compravendite ha il suo peso… Se un decennio fa si viaggiava su ritmi di 800 mila compravendite di case, oggi si è tornati appena su quota 500 mila.

Le banche oggi concedano molti meno mutui alle famiglie di prima per l’acquisto di un’abitazione.


Chi non può finanziarsi per comprare casa o si adatta a una sistemazione condivisa con parenti e amici, ad esempio spostando in avanti il momento di uscita dalla casa dei genitori o evitando di procurarsi un’abitazione autonoma lasciando un appartamento condiviso con altri; oppure gestisce la situazione, almeno temporaneamente, prendendo casa in affitto.

Ma la crescita dell’affitto non è solo spiegabile con l’aumento del numero di inquilini che vorrebbero, ma non riescono a comprare casa.
Bisogna invece prendere atto di una cosa: il mondo è cambiato, che lo vogliamo o meno.
Il mito della casa di proprietà non è più così radicato, specie nelle giovani generazioni. E comprare casa a tutti i costi, tanto poi la si rivende o la si usa come investimento anche se ci si dovesse trasferire altrove da lì a breve, non è un ragionamento che le generazioni più giovani sentono proprio.

Se i “giovani di una volta”, quelli usciti di casa dei propri genitori tra il 1970 e il 2000, propendevano per l’acquisto in un caso su due, i “giovani d’oggi” in 2 casi su 3 se ne vanno dal nido familiare optando per un affitto.


Lo stile di vita e le esigenze personali delle persone protendono ad una maggiore flessibilità. Il che, inevitabilmente, porta ad un diverso rapporto con l’abitare.
L’affitto, con ogni evidenza, pare adattarsi meglio a tante fasi di transizione della vita degli italiani di oggi.


I trasferimenti per lavoro si moltiplicano, e non sin può certo comprare casa ad ogni cambio di luogo ove si lavora. Ma anche il mito del posto di lavoro fisso per tutta la vita sta tramontando: perché quindi legarsi ad un luogo, quando magari nel giro di pochi anni ci si potrebbe trovare da tutt’altra parte (in un’altra città, o provincia, o regione, o persino all’estero?).


Ancora: ci si sposa e si fa figli sempre più in là nel tempo: nel frattempo ci si “sperimenta” di più di quanto non si facesse un tempo, con convivenze che si spera sempre durino (ma non sempre sono così fortunate). Meglio l’affitto che comprare casa per poi doversi riorganizzare, se le cose andassero diversamente dal previsto.
E anche i matrimoni, quando pure ci si sposa, possono terminare: per i “single di ritorno” è spesso la via più facile, se non l’unica percorribile, quella di ri-organizzarsi in una casa in locazione.


È sicuramente anche grazie alla
fiscalità di particolare vantaggio di cui gode da alcuni anni la locazione che i proprietari stanno mettendo da parte le titubanze connaturate in questa forma di investimento.
Sì, perché se un tempo del reddito che derivava dall’affitto rimaneva ben poco in tasca al proprietario, soprattutto se si partiva da un imponibile Irpef di tutto rispetto, oggi le cose sono radicalmente cambiate.
Per il locatore che si avvale di
cedolare secca associata ad un contratto a canone concordato (ovvero un contratto 3+2, uno a studenti universitari fuori sede o, grande novità 2017, anche un transitorio), l’aliquota con cui viene tassato il reddito da locazione è solo il 10%.

Inoltre non si pagano imposte di registro e di bollo, né alla prima registrazione del contratto né durante le annualità successive
L’IMU poi è agevolata su tutto il territorio nazionale per gli immobili locati a canone concordato e ciascun comune può eventualmente prevedere aliquote IMU di ancora maggiore vantaggio
E non sottovalutiamo che l’affitto della propria seconda casa permette di lasciare in carico all’inquilino le spese condominiali ordinarie.

Anche i conduttori beneficiano di condizioni particolarmente favorevoli in questo periodo:


I canoni di affitto si sono abbassati gradualmente, dai massimi di mercato del 2009 ad oggi. L’Ufficio Studi di Solo Affitti registra un calo cumulato per i prezzi degli affitti nelle principali città del -13% circa. Poter pagare attorno ai 70 euro in meno al mese per immobili che costavano sui 580 euro fino a pochi anni fa non è un risparmio da poco.


L’elemento che ha trainato il ribasso è stato senza dubbio il
sempre maggiore ricorso ai contratti a canone concordato, che i proprietari sempre più hanno imparato ad apprezzare grazie al vantaggio fiscale della cedolare secca al 10%.


L’inquilino beneficia così di livelli di prezzo dell’affitto concordati tra le associazioni di categoria di locatori e quelle dei conduttori, fissati al di sotto dei valori di mercato.
Una finalità sociale che ha contribuito a rendere
più sostenibili prezzi sul mercato dell’affitto!

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